Ha fatto molto scalpore la recente intervista di Giorgio Locatelli, noto chef stellato e giudice della trasmissione televisiva Masterchef, in cui raccontava di come abbia dovuto reinterpretare la maggioranza delle sue ricette per poterle far mangiare alla figlia, affetta da multiple allergie alimentari, che “rischiava lo shock anafilattico ogni volta che entrava nel ristorante”.

Della differenza tra allergie ed intolleranze alimentari avevo già parlato in precedenza, ma è comunque utile ricordarne la differenza sostanziale. Nel caso di un’intolleranza, il paziente ha una incapacità completa o parziale di digerire o metabolizzare un alimento. Nelle allergie alimentari, invece, una o più componenti dell’alimento scatenano una reazione immunitaria con mediata dalle immunoglobuline IgE, con conseguente avvio di un processo infiammatorio acuto, che nei casi più gravi può portare ad uno shock anafilattico.

Le allergie alimentari infatti possono essere estremamente pericolose, e per questo è necessario che chi ne soffre stia molto attento alle più piccole contaminazioni: anche una piccolissima concentrazione del componente verso cui il paziente è sensibilizzato può scatenare la reazione immunitaria.

Alimenti, sintomi e cure

Potenzialmente ogni alimento può essere allergizzante in un qualsiasi paziente, ma oltre il 90% delle reazioni allergiche su base alimentare sono causate da uova, latte, arachidi, molluschi, pesce, noci, grano e soia. Pertanto, chi è affetto da allergie vere o sospette è bene che eviti questi alimenti finché non è stato valutato da un gastroenterologo e da un allergologo.

I sintomi più preoccupanti che devono suggerire la massima cautela sono di carattere respiratorio: infatti, in caso di shock anafilattico si inizia molto spesso con la sensazione di gola chiusa, fiato corto, tosse stizzosa, respiro sibilante. E’ frequente anche la sensazione di lingua gonfia, che impedisce la normale deglutizione. La cute diventa gradualmente, ma rapidamente, sempre più rossa.

E’ anche vero che nella maggioranza dei casi le allergie alimentari non hanno un quadro clinico così grave, ma anzi si manifestano con reazioni cutanee associate a dolore addominale e diarrea (similmente a ciò che avviene nelle intolleranze alimentari).

E’ comunque fondamentale che questo tipo di disturbi vengano valutati quanto prima da un gastroenterologo e da un allergologo, in modo che possano essere individuati gli allergeni alimentari specifici del singolo paziente, e che si possano impostare i suggerimenti migliori per l’alimentazione più corretta senza rischi di alcun tipo. Ovviamente, spesso è necessaria una terapia farmacologica, ma va valutato caso per caso, dato che quello delle allergie alimentari è uno dei campi della gastroenterologia in cui è più importante un approccio terapeutico personalizzato.