Vino ed intestino

Il vino è una delle bevande più consumate al mondo. In Italia, in particolare, fa parte della tradizione gastronomica e viene regolarmente consumato sia in contesti conviviali/lavorativi, che giornalmente in molte famiglie.

Quando viene consumato eccessivamente, il vino è responsabile di numerosi effetti dannosi sul nostro organismo, in particolare a livello epatico, pancreatico e neurologico. I danni sono legati essenzialmente alla presenza di alcol etilico, o etanolo, che è una sostanza tossica che deve essere rapidamente metabolizzata ed eliminata dal nostro organismo. Il metabolismo avviene a livello delle cellule dello stomaco e, soprattutto, a livello delle cellule del fegato, dove il suo consumo cronico induce un danno cellulare che può essere acuto (epatite alcolica), o cronico (steatosi, fibrosi e cirrosi epatica). L’etanolo inoltre, pur non avendo alcuna proprietà nutrizionale benefica, apporta una discreta quantità calorica (7 kcal per grammo), per cui un consumo eccessivo di vino è stato associato a patologie metaboliche come l’obesità e il diabete. Infine, un altro notevole problema per la salute è legato al rischio oncologico dell’alcol, in particolare del carcinoma della mammella, per cui il consumo di un bicchiere successivo al primo di una bevanda alcolica può aumentare il rischio fino al 27%, e del carcinoma del colon-retto, con un aumento del rischio del 7%; per questo motivo la prestigiosa rivista Journal of Clinical Oncology suggerisce che “anche il consumo moderato di alcol può determinare l’insorgenza di un tumore”.

I danni da alcol sono direttamente proporzionali alla frequenza e alla entità del consumo alcolico, per cui prima di parlare degli possibili effetti benefici del vino sull’organismo è fondamentale ribadire che una quantità superiore a 125 ml al giorno è associata a gravi problemi di salute.

Ma il vino può fare bene?

Per molto tempo sono state attribuite proprietà antiossidanti al vino rosso, essenzialmente legati alla presenza di resveratrolo. La presenza di questo antiossidante è stata messa in relazione con una possibile riduzione degli eventi cardiovascolari e del rischio oncologico. Purtroppo, però, il consumo di alcolici è associato maggiormente ad un rischio di sviluppo di un tumore piuttosto che ad una sua riduzione, come ho sottolineato sopra… Il problema è infatti legato alle dosi di resveratrolo: un litro di vino ne contiene 12.5 mg, mentre gli effetti protettivi dal punto di vista oncologico si osservano a dosaggi 100 volte maggiori, ed è evidente che bere 100 litri di vino comporti danni notevolmente più importanti da ogni punto di vista. Benefici maggiori sembrano essere possibili dal punto di vista cardiovascolare, seppure la comunità scientifica non sia totalmente concorde.

A questo proposito, un recente studio pubblicato sulla più importante rivista scientifica in ambito gastroenterologico, Gastroenterology, ha invece evidenziato che un modesto consumo di vino rosso è in grado di aumentare la diversità delle specie batteriche del microbiota intestinale, prendendo in considerazione più di 3000 persone residenti nel Regno Unito, in Olanda e negli Stati Uniti. Avere una maggiore diversità batterica è in grado di ridurre sensibilmente i rischi di sviluppo della sindrome dell’intestino irritabile e soprattutto di ridurre l’incidenza dei sintomi nei pazienti già affetti da questa sindrome, particolarmente invalidante dal punto di vista della qualità di vita. Uno squilibrio della flora batterica intestinale (disbiosi) si osserva inoltre in quasi tutte le patologie croniche intestinali (come la malattia di Crohn e la colite ulcerosa), ma anche di altri apparati. In merito a questo, la maggiore diversità batterica riduce il rischio di sviluppo delle malattie cardiovascolari, ed infatti uno studio cinese pubblicato sulla rivista dell’American Society of Microbiology ha dimostrato che il resveratrolo contenuto nel vino impedisce ai batteri del microbiota intestinale di produrre trimetilammina, che favorisce lo sviluppo di aterosclerosi

E’ fondamentale sottolineare che in entrambi gli studi sopra citati si parla solo di vino rosso, mentre effetti benefici non sono stati osservati con il consumo di vino bianco, birra o altri alcolici. E’ quindi utile ribadire che il consumo di alcol è da considerarsi globalmente dannoso per la salute, sebbene un modesto consumo di vino rosso possa apportare dei vantaggi, in particolare sull’equilibrio del microbiota intestinale.

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